Primi Calci

Esercitazioni senza attrezzatura

Test Psicomotori

Esercitazioni con la palla

Tecnico - Coordinativi

Attività Primi Calci

L' attività della categoria Primi Calci è indirizzata a bambini e bambine di età compresa tra i 6 e gli 8 anni.



Queste sono alcune tra le tante domande che si pongono i tecnici che si apprestano ad intraprendere un anno di lavoro
con i bambini più piccoli (fascia d'età 6/8 anni), che arrivano spesso per la prima volta al campo da calcio, alcuni euforici altri spaesati, alla ricerca di divertimento e di momenti di gioia.

Trovare una risposta univoca a tutti questi quesiti non è certo facile, anzi credo sia fondamentale solo proporre la propria soluzione, in base all'esperienza personale e a quanto appreso ("rubando qualche segreto") da altri: è molto più importate che ogni tecnico, ogni istruttore e ogni operatore, rianalizzi, rielabori e "renda proprio" tutto quello che può leggere o visionare per arrivare alla costruzione di una propria "teoria" riguardo alle modalità di azione riguardo a qualsiasi categoria.


In questa categoria l'aspetto ludico-motorio è predominante su qualsiasi altra componente e per mezzo di adeguati principi psicopedagogici, metodologici e tecnico-didattici si dovrà arrivare al raggiungimento di una serie di obiettivi generali quali:


Sviluppo della Psicomotricità

Per Psicomotricità si considerano tutte quelle “ proposte “ che favoriscono lo sviluppo del bambino nella maturazione corporea globale; pertanto è molto importante ed utile per i ragazzini che l’attività motoria specifica venga integrata allo sviluppo globale del bambino ( sviluppo psicomotorio ).

E’ opportuno soffermarci su alcune particolarità che i bambini possono avere in questa fascia d’età:

I bambini compresi tra i 6 e gli 8 anni, non hanno ancora maturato il concetto di lateralità.

Non è possibile dare alcuna valutazione o giudizio inerente alcuni errori che possono commettere nella esecuzione degli esercizi. ( distinzione della sinistra con la destra ;il sotto con il sopra ….)

E’ opportuno far eseguire esercizi dove vi sia una componente globale, utilizzo di entrambe le mani o piedi, stimolando con esercizi appropriati l’uso indistinto di tutti gli arti e di tutto il corpo.

Nella valutazione dell’esecuzione degli esercizi non ci dobbiamo soffermare sull’aspetto di come vengono eseguiti da un punto di vista tecnico, ma piuttosto se l’esercizio viene eseguito oppure no.

I loro movimenti sono scoordinati , ed impacciati .

E' opportuno quindi far eseguire esercizi ginnici , che operino nel senso dell'utilizzo di tutti gli arti e nella coordinazione dei movimenti tra gli stessi . ( sviluppo delle capacità coordinative ). Nella esecuzione degli esercizi vi deve comunque sempre essere una componente finalizzata al gesto atletico , ma senza una ricerca specifica ed accurata dell'atto calcistico ; concentrando la nostra attenzione sul controllo corporeo e coscienza corporea che deve avere il ragazzino .

Incapacità di eseguire esercizi preconfezionati

L'approccio a questo sport deve essere fatto in modo graduale e lento , perchè per la sua specificità , vengono fatti svolgere loro degli esercizi preconfezionati ed inusuali al loro corpo.( ben diverso dalla semplice partitina che loro vorrebbero eseguire )Tutto questo non è da loro ben accettato . Nel preparare gli esercizi , quindi bisogna considerare molto questo aspetto , non meno importante di altri se vogliamo che questi ragazzini non si stanchino in estenuanti ed antipatici allenamenti .

Conoscenza del proprio corpo

L'educazione motoria dovrebbe essere realizzata per schemi motori e non per stimoli. Lo sviluppo motorio si caratterizza soprattutto nello sviluppo delle capacità di conoscenza e miglioramento dell'utilizzo del proprio corpo come strumento di movimento. Lo sviluppo corporeo favorisce e influenza gli altri sviluppi, ne consegue che alla base di ciò, il movimento recita un ruolo molto importante. In questi anni si migliora la strutturazione dello schema motorio, vale a dire l'organizzazione delle sensazioni relative al proprio corpo in relazione al mondo esterno. Esso, il rendersi conto del proprio corpo nel suo insieme e nelle sue parti, il percepire e discriminare le diverse sensazioni è la base sulla quale si può costruire la capacità di movimento. Il miglioramento dello schema corporeo deve essere quindi un obiettivo fondamentale e principale. Infatti, gli istruttori delle scuole - calcio si accorgono spesso che i bambini hanno difficoltà nell'utilizzo dei piedi, quasi li usassero senza rendersi conto che fanno parte del loro corpo. Altre volte è il collo a non essere percepito, infatti quando deve girarsi a destra, ad esempio, non utilizza il collo per far ruotare la testa, ma gira con le spalle. Ogni istruttore dovrebbe essere in grado di fare una valutazione dello sviluppo motorio del bambino, ad esempio con il test sulla figura umana dove il bambino disegna se stesso su di un foglio. I segmenti non rappresentati sono quelli che il bambino non ha ancora interiorizzato. Il miglioramento e l'affinamento dello schema corporeo avvengono attraverso due tipi d'attività:

- Quella tonica l'insieme delle attività legate alla respirazione ed alla discriminazione del tono muscolare.

- Quella cinetica che avviene attraverso l'utilizzo degli schemi motori di base (saltare,correre, strisciare) e posturali (flettere, circondurre, elevare).

Sviluppo delle capacità coordinative

La struttura del movimento volontario finalizzato consta d'elementi semplici o unità di base, chiamati SCHEMI MOTORI e SCHEMI POSTURALI. Le posture sono schemi tridimensionali e riguardano il busto e gli arti inferiori; gli schemi motori sono invece quadridimensionali, si realizzano nel tempo oltre che nello spazio. L'arricchimento degli schemi motori è continuo e dura per tutta la vita. Il movimento si sviluppa come qualsiasi altra funzione della personalità, gli schemi motori maturano secondo un processo ben definito di stadi progressivi, ciascuno stadio include quello precedente. I principi educativi saranno quindi che:

1     - In ciascun stadio occorre che l'educatore realizzi le condizioni per ampliare il più possibile il repertorio degli schemi motori;

2    - I livelli standard di maturità degli schemi motori possono essere conseguiti in maniera ottimale solo se nelle altre aree della personalità si realizzano adeguati e complementari sviluppi propri dello stesso stadio.

Le abilità motorie derivano dalla combinazione di schemi motori di base e di capacità motorie. Queste sono il presupposto di base per realizzare consapevolmente l'azione motoria, si possono classificare in due grandi gruppi :

- Capacità coordinative che permettono di apprendere, adattare e trasformare il movimento,

- Capacità condizionali che determinano la condizione fisica.

Lo sviluppo e il miglioramento della coordinazione è strettamente dipendente dal funzionamento del sistema nervoso, in particolare dell'apparato senso-motorio e dall'integrazione delle informazioni dei vari sistemi percettivi (visivo, cinestesico, acustico, tattile, sistema dell'equilibrio).

Nella tabella sottostante si può notare una classificazione e spiegazione delle capacità coordinative che nella maggior parte delle pubblicazioni specializzate sono suddivise in generali e speciali.

Per quanto riguarda le capacità condizionali (forza, velocità e resistenza) non sono da allenare nello specifico in quanto non sono nella loro fase sensibile come indicato nella tabella delle fasi sensibili di Martin.

Allo stesso modo anche gli aspetti tecnici e tattici sono ancora argomenti sconsigliati.

L'istruttore è bene che si concentri sull'approccio ludico allo sport, utilizzando mezzi vari privilegiando la polivalenza e la multilateralità, a quest'età non ci sono basi fisiche, psicologiche e tecniche per far apprendere ad un bambino movimenti rigidi o tattiche di reparto. I bambini di 6-8 anni non hanno capacità di pensiero astratto, di forme geometriche (triangoli, quadrati, …), di collaborazione con i compagni, è quindi inutile perdere tempo ed energie cercando di precorrere i tempi.

L'iter di apprendimento che un bambino segue negli anni della scuola calcio (cioè dai 6 agli 8 anni) è:
- Rapporto con se stessi (IO)
- Rapporto con l'attrezzo palla o i materiali (IO E LA PALLA)
- Rapporto con attrezzo e compagno (IO, LA PALLA E IL COMPAGNO)
- Rapporto con attrezzo, compagno e avversario (IO, LA PALLA, IL COMPAGNO E L'AVVERSARIO)

LA SEDUTA TIPO

E' ormai unanimemente riconosciuto il fatto di organizzare una seduta su tre grossi momenti, eventualmente suddivisi in sotto gruppi:

Fase iniziale: è la fase di "messa in azione", in cui i bambini devono sfogarsi (dagli stress giornalieri, scolastici), approdare alla seduta in maniera gioiosa ma non eccessiva, apprendere concetti utili al proprio sviluppo globale – motorio e contenuti che si ritroveranno successivamente, meglio se palesi anche ai bambini, nelle fasi successive. Ideale è iniziare con un gioco, meglio se conosciuto e con poche comprensibili regole, di stampo non calcistico (bellissimi i giochi "popolari" come ruba bandiera, palla prigioniera,… polivalenti e con grossi contenuti motori e d'attenzione).Si possono apportare delle varianti, di difficoltà crescente (si retrocede solo se la comprensione iniziale è stata difficoltosa) concludendo questa fase dopo un massimo di 20'. E' anche possibile suddividere tale periodo in più giochi, se organizzati in modo rapido, consequenziale e immediato, sempre verificando l'avvenuta assimilazione degli obiettivi prefissati;


Fase centrale: è il momento su cui poggiano gli obiettivi della seduta. E' opportuno suddividere la fase (di 30' circa, max 40') in due sotto periodi. Il primo è finalizzato alla tecnica individuale, il secondo alla tattica individuale. Entrambi devono comunque mantenere come obiettivi principali gli schemi motori e le capacità coordinative. L'istruttore, che sarà sempre attento a questi due concetti, non mancherà mai di annotare mancanze o miglioramenti sul piano motorio e coordinativo, prima che su quello tecnico e tattico. L'aspetto tecnico verrà sviluppato con giochi di situazione senza avversari (al massimo 1> portiere) diretti ma con "sollecitazioni" date dal tempo o da gare a squadre, come già sottolineato, finalizzate sempre ad un obiettivo situazionale poi presente in gara. Con lo stesso concetto saranno introdotti gli aspetti tattici, presentati con situazioni 1>1, 2>1 e 2>2 strutturati su percorsi allenanti sotto l'aspetto motorio e tecnico, tutti comunque devono provare i ruoli di attaccante, difensore e portiere;


Partita finale: Il numero ideale è il 5>5 su campo di porte e dimensioni adeguate (per questa categoria uno studio della F.I.G.C. ha appurato essere ideali le 4 X 1.60), tutte comunque saltuariamente variabili al fine di sviluppare una continua capacità di adattamento e trasformazione alle situazioni. Nel caso in cui il numero complessivo dei ragazzi sarà maggiore di 10, è bene strutturare due campi più piccoli in cui organizzare un mini torneo 4>4 o 3>3. Tutti devono sperimentare i ruoli e le situazioni.
Nel caso di numero dispari di ragazzi complessivo è bene utilizzare questo momento per coinvolgere i bambini, soprattutto quelli meno dotati o accettati, responsabilizzandoli in ruoli (di 2-3' massimo) di Jolly o d'arbitro.